25 gen 2026
Scaldare il corpo con il respiro: quando la sopravvivenza diventa consapevolezza
Dal respiro alla sopravvivenza: una tecnica concreta sperimentata sul campo e il racconto di un percorso outdoor che va oltre il bushcraft survival e la tecnica, unendo natura e crescita personale.
Possiamo davvero scaldare il corpo con il respiro?
Quando ho vissuto con alcune comunità native in Venezuela e in Canada, ho imparato soprattutto osservando.
Non solo le persone, ma tutto ciò che le circondava: piante, gli altri animali, cicli naturali, e la relazione (interconnessione) che c'era tra di loro.
In Natura ho visto una cosa semplice e potente: ogni essere è maestro delle proprie capacità.
Ogni essere che coltiva questo contatto e questa conoscenza di sé si può definire libero.
Non c’è differenza tra sopravvivenza e vivere.
Ogni forma di vita sa esattamente come stare al mondo, come adattarsi e come utilizzare le proprie risorse.
Questa esperienza mi ha ricordato l’importanza di conoscere e sviluppare maggiormente le nostre risorse più profonde, così da non cercare risposte solo all’esterno rischiando di dipenderne totalmente e tornare a una presenza più radicata, consapevole e viva.
Ed è proprio da qui che nasce un modo diverso di intendere la sopravvivenza.
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Corsi di sopravvivenza indigena e bushcraft: perché la tecnica da sola non basta
Quando si parla di corsi di sopravvivenza indigena o bushcraft, spesso si pensa esclusivamente a tecniche esterne:
accendere un fuoco, costruire un riparo, orientarsi nel bosco.
Tutto questo è fondamentale.
Ma non è sufficiente.
La vera sopravvivenza inizia prima della tecnica, quando impariamo a utilizzare in modo consapevole le nostre risorse interiori: corpo, respiro, attenzione, presenza, emozioni e pensieri.
Nei percorsi di Sopravvivenza & Educazione Indigeno Primitiva, il lavoro pratico si affianca sempre a un lavoro più profondo sulla consapevolezza, perché senza questa base anche la migliore tecnica perde efficacia.
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Il respiro come strumento di sopravvivenza reale
Tra le risorse interiori più potenti e immediate c’è il respiro.
Da molti anni pratico Yoga e, nel tempo, ho potuto verificare come alcune tecniche respiratorie siano estremamente efficaci anche in contesti outdoor e survival.
In particolare, quando il corpo è esposto al freddo, il respiro può diventare un alleato concreto per generare calore dall’interno.
L’ho sperimentato più volte durante spedizioni e simulazioni di sopravvivenza: momenti in cui il freddo si fa sentire davvero, e ti accorgi che prima ancora del fuoco, hai uno strumento sempre con te.
Una tecnica respiratoria della tradizione yogica, nota come “Respirazione del Sole”, può essere utilizzata anche in contesti di sopravvivenza o attività outdoor.
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SŪRYA PRĀṆĀYĀMA
Respirazione del Sole
Meglio eseguirla da seduti in una posizione comoda, con la schiena eretta e il capo leggermente piegato in avanti:
espira svuotando completamente i polmoni
chiudi la narice sinistra
inspira lentamente e profondamente dalla narice destra
trattieni il respiro da 3 a 10 secondi
espira lentamente dalla stessa narice
Inizia con 5 cicli e aumenta gradualmente fino a circa 5 minuti.
Questa tecnica genera calore ed è consigliata nei periodi freddi o in ambienti freschi.
Benefici principali
aumento del calore corporeo
maggiore energia e vitalità
miglior concentrazione
Controindicazioni. In caso di pressione alta o disturbi cardiaci, esegui senza trattenere il respiro.
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Educazione indigeno primitiva: recuperare ciò che è già in noi
Questa pratica è un esempio concreto di ciò che intendiamo per educazione indigeno primitiva.
Non si tratta di imitare culture lontane, ma di recuperare competenze umane universali, che fanno parte della nostra natura biologica e percettiva.
Quando la tecnologia e il comfort si sostituiscono completamente alle nostre capacità interiori, alcune (per non dire molte) “lampadine” si spengono:
ascolto del corpo, regolazione del respiro, adattabilità, presenza.
La sopravvivenza, in questo senso, non è solo resistere all’ambiente, ma tornare padroni di sé.
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Fermarsi per ritrovarsi
Per sviluppare queste capacità è necessario rallentare.
Il contesto naturale, se vissuto con la giusta guida e professionalità, aiuta a rallentare sia i ritmi interiori sia quelli esteriori.
Fermarsi diventa parte del percorso.
Come in qualsiasi processo di crescita, anche personale, è fondamentale fare il punto della situazione.Non è vero solo che “chi si ferma è perduto”.Spesso è vero anche il contrario: chi non si ferma, non si ritrova.
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Luca Oss Cech
Co-Fondatore di Madre Natura Educamp
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